corsa del topo

Esiste una corrente di pensiero molto diffusa tra i neo-imprenditori che consiste nel giocare al ribasso.    Ti spiego subito a cosa mi riferisco, perché le dinamiche sono alquanto curiose.

Ci troviamo nella situazione in cui stai seriamente valutando di smettere di lavorare per gli altri e di costruire qualcosa per te stesso. Dopo una serie di valutazioni (più o meno in base alle tue esperienze da “Cliente”) deicidi il settore in cui lanciarti e nel quale credi che si possano fare dei bei soldini.

Che si tratti di una attività food, di abbigliamento o servizi alla persona non fa alcuna differenza.       Quello che accade a chi gioca al ribasso è sempre uguale, ed più o meno questo.

Si parte da:

  • Pochi capitali da investire
  • Zero esperienze imprenditoriali pregresse
  • analisi di mercato superficiali
  • competenze di marketing sottozero

Si arriva a :

  • sono simpatico e volenteroso (ci so fare!)
  • apro un piccolo negozietto nascosto così pago meno di affitto (sono furbo)
  • ci lavoro dentro da solo così non pago stipendi (sono uno che conosce il sacrificio)
  • offro qualcosa di meglio rispetto agli altri a prezzi più bassi degli altri (sono un genio)
  • faccio le foto al negozio e alle mie offerte e le posto sul mio profilo Facebook (sono un coglione!)

L’ultimo commento te lo aggiungo io…così, giusto per ricordarlo.

Così succede che, mentre tu sei pieno di euforia, buoni propositi e rate di finanziamento, lo tsunami di guai che si appresta ad investirti si sta già strofinando le mani.

Se non ti è ancora chiaro il perché, te lo spiego subito.

Contenere al minimo i costi senza alcun criterio ma con l’unica convinzione che “meno spese ho, meglio è”, se da una parte ti sembra rassicurante, dall’altra riduce inevitabilmente le speranze di riuscita dell’impresa.

Vediamolo nel concreto, prendendo come esempio il settore estetico.

Sei un’estetista, hai maturato anni di esperienza sotto padrone, sei brava nel tuo lavoro e adesso vuoi aprire un centro tutto tuo. Fin qui tutto nella norma ed hai tutta la mia stima.

Siccome non hai mai avuto a che fare in modo diretto con l’imprenditoria, il tuo modello di riferimento è l’attività del tuo ex datore di lavoro. Ci hai lavorato per anni, oltre ad eseguire i trattamenti hai avuto anche modo di conoscere i fatturati, le spese, le problematiche di incastrare i flussi di cassa con le scadenze degli stipendi, dei leasing, dell’ affitto ecc ecc.

Tutti insegnamenti che ti eviteranno di commettere gli stessi errori del tuo ex datore di lavoro e non ritrovarti nella sua situazione.

Ecco le tue contromosse :

  • cercherai un negozio di 30mq in una strada privata nella traversa della seconda parallela della via più frequentata della tua zona. Così pagherai solo 300 euro di affitto e non avrai problemi a pagarlo.
  • Realizzerai 2 cabine (più che sufficienti visto che inizierai da sola e non avrai stipendi da pagare) e con una tinteggiata (che darà tuo suocero tra sabato e domenica) e 3 pareti in cartongesso avrai eseguito i lavori in economia.
  • Partirai con un vaporizzatore ed uno scaldacera oltre all’amatissima poltrona pedicure e con poche centinaia di euro avrai allestito il locale.
  • Un planning in regalo dalla casa cosmetica ed una penna rubata alla banca dopo aver firmato il finanziamento e sei pronta per partire!

Manca qualcosa? A me sembra ci sia tutto.

Ah no dimenticavo, mancano le foto al listino prezzi fate con il cellulare e postate su facebook.

Adesso c’è proprio tutto.

Sei pronta.

Se ti vedesse il tuo ex datore di lavoro…morirebbe di invidia!

A proposito, hai mandato gli sms a tutte le tue ex clienti informandole che stai aprendo in zona il tuo centro estetico? Non vedranno l’ora di prendere appuntamento da te!

E così arriverà il grande giorno dell’inaugurazione dove le tue amiche e le zie che vedi solo a Natale ti porteranno vagoni di piante beneauguranti strafogandosi di pasticcini. Perché li hai comprati i pasticcini, vero?

Nella tua testa hai calcolato tutto nel minimo particolare, avrai sì e no mille euro di spese mensili e sarà una passeggiata guadagnare 2 o 3 volte tanto quello che guadagnavi da dipendente.

La realtà invece sarà questa:

offrendo inizialmente solo servizi di estetica di base (a marginalità nulla), dovrai puntare sulla quantità, sempre che tu riesca ad attirare qualche nuovo cliente. Quando poi le richieste da parte delle clienti di servizi avanzati diventeranno pressanti, cercherai quelle formule che tanto adori : prendo a noleggio il macchinario 1 giorno al mese, divido al 50% gli incassi con il fornitore, ed io ho solo guadagni. Ottimo!

Il lavoro aumenterà di sicuro, ma non i tuoi utili.

Vedi , più offri servizi con marginalità bassa o addirittura nulla, più gli incassi serviranno unicamente a coprire i materiali, i fornitori e le spese vive. Per poter aumentare i servizi, il numero delle collaboratrici e i mq del tuo negozio, servono utili. E gli utili si fanno quanto dietro alle tue azioni c’è una programmazione. Quando a fronte di una strategia si usano strumenti e competenze che indirizzano il tuo tempo e le tue risorse verso gli obiettivi prefissati.

Così facendo, invece, ti dividerai tra cabina, telefono, cabina, reception, cabina, cassa, cabina, planning …OHMAMMAMIA c’è la cliente in cabina che mi aspetta ed è la quarta volta che interrompo il massaggio per dare retta ad altre cose! Appena “ingrana il lavoro prenderò un aiuto part-time!

Stai tranquilla, il lavoro non ingranerà mai. Semplicemente perché ti sei dimenticata degli ingranaggi. Hai concepito la tua attività come una bottega artigianale dove tutto ruota intorno alla tua presenza (ed alle tue condizioni fisiche). Un bel cofano senza motore. E sei diventata la schiava della tua attività.

Se ti viene la febbre l’attività si ferma.

Se vai in vacanza l’attività si ferma.

Se non lavori 12 ore al giorno l’attività si ferma.

Se vuoi passare del tempo con tuo figlio l’attività si ferma.

Complimenti! Se hai letto il libro Padre Ricco Padre Povero di Kiyosaki noterai che sei finita in quella che lui definisce La Corsa del Topo.

Sì, stai tranquilla, non ne uscirai se è questo che stai pensando.

Se la paura di perdere è più forte del desiderio di vincere resterai incastrata nella tua bottega artigianale a monotrazione : le tue braccia.

Questo è quello che succede a giocare al ribasso.

Se non programmi il successo, se non ti aspetti il successo, se non agisci da persona di successo, continuerai a correre come il topo.

In effetti avviare una attività puntando solo sulla conoscenza tecnica del settore, senza esperienza imprenditoriale, senza abilità di marketing e senza una adeguata istruzione finanziaria, non è una bella mossa. Non nel 2016.

Esistono alternative? Si, certo.

Per esempio puoi restare a fare la dipendente a mille euro al mese, feire e permessi a non finire, week end libero e non hai le preoccupazioni sulle spalle. Credimi, è la cosa migliore che tu possa fare anziché improvvisarti imprenditrice e bruciare i tuoi risparmi (o peggio ancora quelli dei tuoi genitori).

Oppure puoi unire le tue doti tecniche ad un sistema di business che ti supporta e gestisce per te gli altri aspetti fondamentali della tua attività : l’esperienza imprenditoriale e le strategie di marketing.

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Business Spazio Estetica

Ricorda : il desiderio di vincere deve essere più forte della paura di perdere, non il contrario.

A Tutta Bellezza!

Massimo.